La mostra di Dire Fare Cambiare APS, realizzata nell’ambito del progetto “RigenerAzioni – Le strade che cambiano il mondo”, arriva alla Settimana della Scienza 2026 per raccontare le conquiste femminili attraverso arte, memoria e nuove narrazioni.

Quanto conosciamo davvero le donne che hanno cambiato il corso della storia? E quante delle conquiste che oggi consideriamo acquisite sono il risultato del loro coraggio, della loro determinazione e delle loro battaglie?

Sono queste le domande al centro di “Donne che cambiano il mondo”, la mostra promossa da Dire Fare Cambiare APS e presentata a Frascati nell’ambito della Settimana della Scienza 2026, organizzata da Frascati Scienza dal 21 al 27 settembre.

Un appuntamento che ha portato la divulgazione scientifica fuori dai laboratori, avvicinando migliaia di persone alla conoscenza attraverso incontri, esperimenti, installazioni e attività interattive.

In questo contesto, la mostra ha proposto un viaggio attraverso le storie di donne che hanno contribuito a trasformare la politica, la scienza, la cultura, i diritti, l’ambiente, la pace e la società.

Ottant'anni dal voto alle donne: una memoria che guarda al futuro

Realizzata in occasione degli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia, nel 1946, la mostra nasce dalla volontà di celebrare una conquista fondamentale della democrazia italiana, andando oltre la semplice commemorazione.

Perché ricordare significa anche interrogarsi sul presente.

Il diritto di voto ha rappresentato un passaggio decisivo per la cittadinanza femminile, ma non ha cancellato le disuguaglianze, gli stereotipi e gli ostacoli che ancora oggi limitano la piena partecipazione delle donne alla vita politica, economica, scientifica e culturale.

“Donne che cambiano il mondo” vuole allora costruire un ponte tra generazioni, restituendo visibilità a figure femminili che hanno aperto nuove strade e invitando il pubblico a riflettere su quelle ancora da percorrere.

Ventuno illustrazioni, ventuno storie, ventuno voci

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso 21 illustrazioni originali realizzate dall’artista Elisa Pacitti, dedicate ad altrettante figure femminili che, in epoche e contesti differenti, hanno contribuito al progresso della società.

A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente è la dimensione sonora.

Attraverso i QR code associati alle opere, il pubblico può ascoltare le storie delle protagoniste, raccontate dalle voci di artiste, giornaliste, attiviste e professioniste contemporanee.

Un incontro simbolico tra donne di ieri e di oggi, in cui ogni voce diventa uno strumento per trasmettere memoria, conoscenza e consapevolezza.

Le illustrazioni danno un volto alle storie. Le voci restituiscono loro presenza, forza e attualità.

La mostra supera così il modello espositivo tradizionale, intrecciando arti visive, narrazione e strumenti digitali in un percorso accessibile a pubblici differenti.

La scienza ha bisogno anche di memoria e parità

La presenza di “Donne che cambiano il mondo” alla Settimana della Scienza assume un significato particolare.

Per secoli, il contributo femminile alla conoscenza è stato spesso sottovalutato, marginalizzato o escluso dalle narrazioni ufficiali. E ancora oggi, nonostante i progressi raggiunti, persistono disuguaglianze e stereotipi che influenzano le opportunità e il riconoscimento delle donne.

Raccontare le donne che hanno cambiato il mondo significa quindi anche mettere in discussione il modo in cui la storia viene tramandata e il talento viene riconosciuto.

La divulgazione scientifica diventa così un’occasione per parlare non soltanto di scoperte e innovazione, ma anche di diritti, rappresentazione e pari opportunità.

Perché una società capace di valorizzare pienamente il contributo delle donne è una società che può contare su più conoscenze, più prospettive e maggiori possibilità di progresso.

 

RigenerAzioni: le strade che cambiano il mondo

La mostra è stata realizzata nell’ambito di “RigenerAzioni – Le strade che cambiano il mondo”, progetto di Dire Fare Cambiare APS sostenuto da Autostrade per l’Italia.

Un percorso culturale che mette al centro la trasformazione sociale, utilizzando i linguaggi artistici per promuovere consapevolezza, partecipazione e inclusione.

La natura itinerante dell’esposizione permette alle storie delle protagoniste di raggiungere territori e pubblici differenti, trasformando ogni tappa in una nuova occasione di incontro, confronto e riflessione.

La partecipazione a Frascati Scienza si inserisce proprio in questa prospettiva: portare la memoria delle conquiste femminili all’interno di uno spazio dedicato alla conoscenza, al dialogo tra discipline e alla costruzione del futuro.

Cambiare il mondo significa anche cambiare il racconto

Le donne raccontate nella mostra appartengono a epoche, ambiti e percorsi differenti. Ciò che le accomuna è la capacità di aver messo in discussione regole, convenzioni e limiti considerati immutabili.

Le loro storie ci ricordano che il cambiamento non è mai un processo automatico, ma il risultato di scelte, azioni e responsabilità individuali e collettive.

E che rendere visibili le donne che hanno fatto la storia significa offrire alle nuove generazioni nuovi modelli in cui riconoscersi e nuovi futuri da immaginare.

È questo il messaggio che Dire Fare Cambiare APS ha portato alla Settimana della Scienza 2026: la cultura e la conoscenza sono strumenti indispensabili per costruire una società più giusta, inclusiva e consapevole.

Perché non possiamo immaginare un futuro davvero diverso se continuiamo a raccontare il passato lasciando fuori metà dell’umanità.

Il progetto

“Donne che cambiano il mondo” è una mostra di Dire Fare Cambiare APS, realizzata nell’ambito del progetto “RigenerAzioni – Le strade che cambiano il mondo”, sostenuto da Autostrade per l’Italia.

Le 21 illustrazioni originali sono di Elisa Pacitti.

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